Alcol dipendenze

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Responsabile: Dott. Inghilleri Diego

Nonostante sia considerato legale, l’alcol è a tutti gli effetti una droga e crea dipendenza anche superiore rispetto ad altre droghe, e i suoi effetti tossici sono dannosi per l’organismo. Agisce sul funzionamento del cervello e per questo è una sostanza psicotropa e in grado di interferire con le funzioni neuropsicologiche. Dal punto di vista epidemiologico, rappresenta il terzo fattore di rischio per decessi e invalidità in Europa.

Chi ha sviluppato una dipendenza da alcol non riesce più a smettere di farne uso nonostante sia consapevole delle conseguenze negative e dei danni all’organismo derivanti dall’assunzione continua. A lungo andare l’uso di alcol porta alla perdita della capacità di controllo e interferisce negativamente con la vita familiare, sociale e professionale.
Fonti ISTAT riferiscono che nel 2014, il 63% della popolazione ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno. Tra il 2005 e il 2014 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche corrispondeva al 22%. La quota di quanti consumano alcol occasionalmente è del 41% e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti si aggira attorno al 27%. Tra gli alcolici, il vino è bevuto da circa il 50% della popolazione, mentre la birra da circa il 45% e gli aperitivi, i liquori e i superalcolici da circa il 40%.
Nel complesso, i comportamenti che eccedono il consumo abituale hanno riguardato 8 milioni e 265mila persone, e cioè circa il 15% della popolazione. Questi comportamenti si osservano più frequentemente tra gli ultra sessantacinquenni (il 38% degli uomini e l'8% delle donne), tra i giovani di 18-24 anni (nei maschi nel 22% dei casi e nelle femmine nel 9% circa dei casi) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (nei maschi in circa il 21% dei casi e nel femmine in circa il 17% dei casi).
La popolazione più a rischio per il binge drinking - cioè l’assunzione di una elevata quantità di alcol in un arco di tempo molto ridotto (qualche ora) - è quella giovanile (18-24 anni), dove questo comportamento si verifica soprattutto durante momenti di socializzazione.
Se si considera che i tempi di smaltimento dell’alcol sono relativamente lenti (circa due ore per un bicchiere di una bevanda alcolica) è facile pensare come questa sostanza metta seriamente in rischio la salute di chi ne fa uso a causa della sua tossicità. Infatti il fegato riesce a eliminare o assorbire una quantità limitata nel tempo (circa 7 grammi l’ora), ciò vuol dire che l’alcol assunto in eccesso circola liberamente nell’organismo, danneggiandolo. I danni possono essere tanti, fra i più comuni: cirrosi epatica, tumori del cavo orale, tumore del fegato, ictus.
L’alcol provoca uno stato iniziale euforico e di perdita di controllo ma a quantità crescenti si accompagna a effetti come perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea, confusione e visione laterale, e quantità sempre più crescenti aumenta il rischio di coma e morte. L’alcol interferisce con le funzioni cognitive e neurologiche, altera la capacità di giudizio come memoria e apprendimento e interferisce con il sistema dopaminergico (principale responsabile dei processi di gratificazione) e con il sistema oppioide. Se si pensa che l'alcol porta a sopravvalutare le proprie capacità e altera le capacità di giudizio, ne consegue che sotto effetto di alcol una persona non è in grado di affrontare rischi che in situazioni normali eviterebbe.
L'assunzione di bevande alcoliche compromette inoltre le capacità di vigilanza, e induce sonnolenza. È soprattutto a causa di questi effetti che fra i rischi maggiori vi è quello di incorrere in incidenti stradali. Con un tasso alcolemico di 1 g/l, una persona di 35-54 anni incorre in un rischio di incidente 3-4 volte più elevato di un conducente sobrio. Per un giovane di 25-34 anni il rischio sale a 6-7 volte, e per uno di 18-24 anni è 15 volte più elevato. Infine, la diffusione tra i giovani del binge drinking, aumenta ulteriormente il rischio di incorrere in incidenti stradali, specie nel fine settimana. Infatti, la probabilità di incidente nelle ore notturne è 380 volte maggiore rispetto ai soggetti in condizioni di sobrietà.
Sulla base di questi dati, si evince come il fenomeno dell’alcolismo sia in continua espansione, soprattutto nella popolazione giovanile senza distinzioni di sesso. Questo dato è preoccupante e suggerisce come i servizi di intervento e cura debbano considerare il fenomeno della dipendenza da alcol in un’ottica multidisciplinare e multifattoriale, dove aspetti biologici e psicologici interagiscono con quelli sociali, in continuo cambiamento.

[Testo a cura del Dott. Bonfiglio Natale Salvatore]

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